Musica

Tra le donne più influenti del 2021, EMEL in concerto, sab 6 novembre, Udine

Acclamata da NPR come ‘il catalizzatore del cambiamento del 21° secolo’

 le sue canzoni di protesta sono diventate l’inno della primavera araba. 

Negli anni si è esibita per Amnesty International ed in occasione della cerimonia

per la consegna del Premio Nobel per la Pace nel 2015,

portando il suo potente songwriting in tutto il mondo e, per la prima volta,

anche in Giappone a fine novembre. Acclamata dai più importanti media,

tra cui NPR che la annovera tra le donne più influenti del 2021 e Pitchfork

(the world needs Emel Mathlouthi’s anthems against the dictatorship machine”)

EMEL

in concerto

sabato 6 novembre 2021 

CERVIGNANO DEL FIULI (UD) – TEATRO PASOLINI 

Piazza Indipendenza

apertura porte ore 20.00 – inizio concerto ore 20.45

prezzo del biglietto: da 20 a 25 Euro

biglietti in vendita dalle ore 11 di martedì 28 settembre su Vivaticket

informazioni su come acquistare i biglietti

Vivaticket – 892.234 – www.vivaticket.it

www.internationalmusic.it – 059.644688

Diventata famosa per le sue canzoni di protesta, ‘Ya Tounes Ya Meskina’ (‘Poor Tunisia’) e ‘Keimti Horra’ (‘My Word Is Free’) – brani che sono diventati gli inni della Primavera Araba –  Emel Mathlouthi, in arte EMEL, grande artista di origine tunisina ma di stanza a New York, unisce in modo travolgente i suoni della natura con le voci delle città, il rumore del mare e delle fiamme di protesta, accompagnando le sue musiche con testi potenti e coinvolgenti. Invitata ad esibirsi alla cerimonia per la consegna del Premio Nobel per la Pace nel 2015 con il brano ‘Keimti Horra’, inno della Primavera Araba,  Emel Mathlouthi ha pubblicato nel 2019 ‘Everywhere We Looked Was Burning’ (Partisan Records), il terzo album nonché il primo in inglese, tra arrangiamenti orchestrali, elementi di elettronica ed armonie arabe. Tra i brani contenuti, anche il singolo che da il titolo al disco, il cui video, realizzato da Sami Battikh, riflette gli abusi di autorità che si verificano ovunque contro i più vulnerabili, attraverso immagini di incendi in tutto il mondo, dalla California al Brasile, dall’Australia fino ad arrivare ai fuochi di protesta e di conflitto del Libano, Cile, Francia (video visibile qui).

Ad ottobre 2019 Emel ha pubblicato ‘Everywhere We Looked Was Burning’, il nuovo album su etichetta Partisan. Il disco, il terzo, pone lo sguardo sull’attuale situazione del nostro pianeta e sull’emergenza climatica che ne consegue, accentuato da un’urgenza poetica, quasi integralmente in lingua inglese, trascinata dall’ipnotica voce dell’artista, dotata di notevole trasporto comunicativo. 

Tra fine ottobre 2020 ed i primi mesi del 2021 Emel pubblica ‘The Tunis Diaries’, il nuovo disco diviso in due parti: ‘Day‘ che contiene una raccolta di brani dell’artista rivisitati con una chitarra classica ed un laptop, e ‘Night‘, un’eclettica selezione di cover. L’album è stato scritto e registrato con strumenti di fortuna che Emel ha recuperato durante il primo lungo lockdown, in cui si è trovata bloccata in Tunisia insieme alla figlia, in visita alla famiglia. Il risultato è un’esplorazione delle origini di Emel, così come una riflessione spontanea e complessa sul suo rapporto con la sua terra di origine. 

Nata e cresciuta a Tunisi, le canzoni di Emel vengono presto censurate in tutto il paese, per effetto della dittatura culturale e politica, che costringe l’artista a trasferirsi a Parigi nel 2007, dove lascia scorrere liberamente il suo talento compositivo. Nel 2008 Emel canta ‘Kelmti Horra’ (‘My Wird Is Free’) durante la Rivolta dei Gelsomini, diventando un’icona della Primavera Araba, di cui il brano ne diventa l’inno. Oggi Emel vive a New York, dove continua a far valere la sua voce in nome della verità. 

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